giovedì 22 novembre 2007

Gelida doccia... mah!

Ieri la caldaia ci ha lasciati, sembra un'epidemia. La notte scorsa passata all'addiaccio ci ha temprato, la doccia gelida ha attivato vasi sanguigni che nessuno pensava di avere, l'inverno è alle porte, e le nostre spifferano parecchio.
Vabbè, oggi è tornato il caldo (grazie al vicino che non sa parcheggiare, e questo mi rode..), per ora tutto risolto ma durerà? Due ko in meno di una settimana: che sia l'anticipo alla temuta crisi energetica? Mah!
Nessuna soluzione alternativa, quindi, resta la speranza. Come resta la speranza sulla sostituta di Celi, chissà una ne abbiamo vista, sembra ok, lo sarà? Mah! Avrà detto sì? o ne vedremo altre? Mah!
Per ora tutti restiamo in attesa.

martedì 20 novembre 2007

Ciao Celi!

Ieri sera un fulmine: Celi se ne va. L'ingengere-architetto, bella come il sole con l'azzurro del cielo negli occhi, ha deciso di abbandonare la Famiglia. Seguirà il suo futuro, farà davvero la pendolare. Sigh! L'ha detto così: "Ragazzi, mi dispiace, me ne vado". Spiazzati e tristi, trattenendo lacrime amare siamo rimasti in due del vecchio e amato Zoccolo duro, ci siamo guardati, in silenzio. Il silenzio. Doveva succedere prima o poi, ma non così, subito, d'improvviso, senza alcuna avvisaglia. Perchè?! E' un po' come quando ti dicono "non ti amo più" e tu sei ancora innamorato, è un po' come quando finisce il liceo, e adesso?. Ebbene, è così, punto. Niente più Sacher Torte, niente più caffè al mattino, niente più plastici e cartoni in giro per casa; il cassetto della verdura resterà inesorabilmente vuoto. Per sempre.
Non è un addio, si dice. Balle, non ci si vedrà più, chi ha più visto Daniel o Elena o tutti gli altri? Resterà un ricordo che a poco a poco svanirà per lasciare il posto ad altri fulmini, che forse faranno meno male o forse no. Ci sentiremo è vero, ma non ci sarà più camomilla dolce, non ci sarà più grassa risata, niente più battute sulle doti dei neri, nessuna scritta sul muro, niente urla, nessuna cena di compleanno. Impossibile sperare in un ravvedimento e la paura è che questo sia solo un inizio, a poco a poco tutti se ne andranno e a poco a poco tutti saranno un po' più soli.
Grazie Celi, comunque grazie, è stato bello averti con noi, è stato bello vivere con te, averti accanto, esserti amici. L'augurio di un sereno futuro e una promessa, strappata con un addio: non permettere a nessuno di togliere dal tuo viso la splendida luce del tuo sorriso.
Sarai grande, e un po' lo saremo tutti grazie a Te.
Buona Fortuna.

venerdì 16 novembre 2007

Freddo...rimedi

Apprendo ora che oggi la caldaia si è rotta... restano le donne a scaldarci direbbe il poeta ubriaco; io, tuttavia, credo sia più realistico chiamare l'idraulico, non è mancanza di fiducia si badi bene, è un dato di fatto. La grappa, se serve, è sotto il microonde comunque; e che nessuno chiami il nostro vicino per l'amor d' Iddio!
L'alternativa quindi è sempre quella, come la Girella, sentire il Gisli.
Un antico modo per fare caldo, poi, potrebbe essere provare con un classico: il vecchio e mai abbandonato amico Fuoco. L'elemento che ha salvato l'uomo dalla glaciazione, quello che ha dato il calore per forgiare le spade con le quali siamo stati difesi sin dalla notte dei tempi.
Il comburente si trova in abbondanza, per il combustibile ... mah! un'idea io ce l'avrei. Per ora sono in altra dimora quindi se il mal comune è mezzo gaudio, stavolta io faccio il gaudio e voi... il comune! Spiace....

mercoledì 14 novembre 2007

No, non è giusto

Oggi i funerali del ragazzo morto per un proiettile: non è giusto dicono in TV.
Non è giusto che una persona perda la vita, l'amore, la dignità, il futuro.
Non è giusto che un bimbo sia violato, una donna usata e violata anch'essa, non è giusto, non è giusto, non è giusto.
Non è giusto che le persone usino altre persone, che le facciano soffrire: non è giusto.
L'uomo è una bestia, e non cambierà. Non è giusto.
Ribellarsi, semplicemente non facendo ciò che "non è giusto"; semplice, ma l'uomo è una bestia, non lo puoi addestrare, puoi solo provarci e sperare.
No, non è giusto, ma giusto è provarci.

martedì 13 novembre 2007

Sposta quella maaaacchinaaaa!!!!

Campanello...
driinnnn!!!!
campanello...
... camp...ca... campa... nello...
....
drinn..drii.... iiiinnnnn!
ancora campanello
....
Mi alzo
ho sonno
ciabatte
apro la porta
"Sa..."
insulti
ci riprovo... "Sal...ve!"
minacce
parole... a valanga
brutte parole... a caso
sproloquio...
"Che..."
... insulti..
"succede?"
brutte parole
urla
un pazzo
"Chi è?"
E' il vicino che non riesce a parcheggiare!
Morale: se compri la macchina grande e sei abituato alla Panda prima accertati di saper fare le manovre, potresti trovare un campanello rotto o peggio .... un vicino sordo!


sabato 10 novembre 2007

Batuffoli

Sono già due settimante che manco e sto perdendo la sana abitudine della vita selvaggia, cominciano a mancarmi il non luccichio dei pavimenti, il bidone piramide egizia, il frigorifero "ma che è questa cosa?". Ricordo con piacere le periodiche discussioni su "a chi tocca fare le pulizie?", ironica uscita, il cui seguito era e sarà sempre, "dovremmo incontrarci tutti e metterci daccordo", e poi "ma dai non siamo all'asilo, siamo persone civili, basta che tutti lascino come trovano e cerchino di non lasciare la roba troppo in giro". Tranchant direi e tutto ritorna alla pace dello status quo (ante). Eh sì! che capisci il sociologo, capisci l'attrice, capisci il vecchio casinaro, ma un ingegnere dovrebbe essere un amante dell'ordine e della pulizia, per non parlare poi del giurista in "erba". Invece nulla... niet... nichts...nada... e così fino alla periodica comparsa di strani esseri viventi: i Batuffoli.
Una consuetudine ormai consolidata vuole che, alla comparsa di questi strani cosetti rotolanti, vi sia l'obbligo morale nonchè giuridico (la famosa opinio juris ac necessitatis) di RACCOGLIERLI e depositarli: a) in poggiolo; b) nel water; c) qualora fuori faccia freddo o vi sia vento, il bagno fosse occupato, e il bidone avesse ancora posto per accoglierli, nel bidone del secco (credo). Così negli anni la regola si è consolidata ed oggi è religiosamente rispettata da tutti i componenti la famiglia; ed è bello vedere come il ciclo della vita riguardi non solo noi inquilini, ma anche quei cosetti simpatici che abitano con noi. L'unica cosa che ancora non riesco a capire è da dove vengano, certo, si riproducono come conigli, ma dove? e perchè si mettono sempre dove possono esser visti? E poi, ma questa non è certo colpa loro, chi è che quando non siano praticabili le tre soluzioni prospettate, anzichè rimandare la raccolta, crea dei mucchietti nell'antibagno? o peggio in giro per casa? (lo scoprirò!) Quegli esserini in gruppo sono pericolosi secondo me, quindi il consiglio è di evitare l'aggragazione sociale dei Batuffoli, se li aggregate ragazzi subito dopo depositateli in un luogo sicuro! in caso contrario meglio lasciarli rotolare solitari sulle vaste lande, fredde e desolate, del pavimento del corridoio.

venerdì 9 novembre 2007

L'inizio...

A causa di uno stop forzato nella dimora dei miei, costretto a letto da una rotula birichina, incontro in chat Michele, ridendo e scherzando dò il via al mio racconto della vita nella Casa che mi vede coinquilino "anziano" e che è abitata da altre quattro persone, tutte, o quasi, genialmente pazze.
Lo zoccolo duro merita una breve presentazione. Un sociologo (uno di quelli laureati!) superimpegnato in mille progetti teconologico e analcoolico; un'ingengnere-architetto (in potenza) con la mania di fare la pendolare (anche questo in potenza) e un sacco di voglia di giocare con il cartone; un'attrice (vera) trasferitasi da oltreoceano per motivi ancora oscuri ai più; ed io (l'anziano secondo loro, perchè laureato un po' di tempo fa) impiegato nel sociale con le manie da manager zoppo. Tutti accomunati da due cose: il dottor House e il bisogno di una casa che costi poco, che sia vicina al centro e che sopratutto non abbia un proprietario eccessivamente invadente, il Gisli appunto. Viviamo qui assieme tutto l'anno e, nel bene e nel male, condividiamo le nostre piccole e grandi esperienze di vita, c'è chi si è laureato in questa casa, chi si è innamorato, chi ha imparato ad andare oltre la pasta col tonno, chi ha cominciato e smesso di fumare, chi ha capito che studiare non serve, chi si è convinto che studiare serve. Fino a pochi mesi fa lo zoccolo duro era completo, con noi c'era ancora un amico, futuro brillante magistrato, amante della city londinese, del tabacco Drum e del caffè. Ma Lui ci ha abbandonato, ora sta inseguendo il suo futuro, la sua vita, e al suo posto ci ha lasciato un Sostituto: "Coso". Costui si è inserito nella nostra casa nel mese di settembre e da allora vive con noi, è fra noi.
Come tutti sanno l'integrazione fra i popoli è un affare complesso, spesso difficile e soprattutto non immediato; tuttavia, fino ad oggi molti sono passati per di qua e tutti, più o meno, sono diventati rapidamente di famiglia. Ogni inquilino vive, studia, lavora, fa la spesa, ha una bicicletta, delle manie, dei cibi preferiti, e quando ha abbandonato noi e questo luogo ha lasciato un tenero ricordo, delle stoviglie ed un sacco di cianfrusaglie. Ogni uomo ed ogni donna hanno lasicato un segno, noi dello Zoccolo già lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo, almeno è quello che spero, ma il novellino ci riuscirà? Non ho una risposta immediata, ma so che presto i fatti daranno la soluzione. Per ora sono in un altra casa, in convalescenza, ad allenare il mio ginocchio a fare quello che ha fatto per trent'anni e che oggi sembra aver in parte dimenticato.